ECONOMIA

“Migliorando l’Ambiente si migliora l’Agricoltura,
Migliorando l’Agricoltura si migliora l’Alimentazione,
Migliorando l’Alimentazione si migliora la Salute,
Migliorando l’Ambiente, l’Agricoltura, l’Alimentazione e la Salute
si migliora l’Economia

Mario Pianesi


RISPARMIO AMBIENTALE E FABBISOGNO ALIMENTARE

Uno studio condotto presso l’Università Politecnica delle Marche del 2011 (1)  ha messo a confronto 3 differenti sistemi agroalimentari.
Sono stati, quindi, analizzati tre paradigmi agroalimentari diversi:
il paradigma “dominante”, industrializzato e globalizzato, costruito su un’agricoltura convenzionale ed una filiera lunga;
quello dei gruppi di acquisto solidale (G.A.S.), basato su agricoltura biologica e filiera corta locale, e quello Pianesiano, che utilizza la Policoltura MA-PI e le proporzioni alimentari delle Diete MA-PI.

“Ne è risultato che la filiera agroalimentare Pianesiana determina un minore impatto ambientale e, allo stesso tempo, una maggiore produzione di biomassa, così come, in termini economici, minimizzando tutti gli “input esterni” (acquisto dei semi, dei macchinari, benzina, irrigazione, etc.), consente all’agricoltore di abbattere i costi di produzione e di ridurre la dipendenza dalle grandi catene distributive che assorbono, da sole, la maggior parte dei margini di guadagno sul prezzo finale. Inoltre, la Policoltura MA-PI è particolarmente adeguata per le piccole scale produttive che costituiscono, nel Mondo, più del 90% delle aziende agricole. A tutto questo, poi, va anche aggiunto un ulteriore importante aspetto, che consiste nella riduzione, grazie alle 5 Diete MA-PI, della spesa sanitaria per la cura delle malattie. Spesa sanitaria che assorbe una quota sempre più considerevole della spesa pubblica totale. Promuovere il sistema agroalimentare Pianesiano permette, quindi, di ottenere importanti effetti sinergici ed efficaci in termini di conservazione ambientale, produttività agricola, qualità alimentare, salute (e spesa) pubblica ed una maggiore equità economica” (2)

(1) Mancini L., “Food Habits and Environmental Impact: An Assessment of the Natural Resource Demand in Three Agri-Food Systems”, Università Politecnica delle Marche, 2011
(2) Mancini L., in Libro Atti Convegno EXPO, Ed. Un Lupo, 2015, p.25

“Da professore di materie aziendali non posso che far presenti alcuni aspetti che rendono estremamente interessante il modello di sviluppo sostenibile del dott. Pianesi. Cito solo alcuni di questi elementi:

– la riduzione dei costi di sistema, legata non solo alla valenza di prevenzione assegnata all’alimentazione macrobiotica MA-PI (con riduzione quindi dei costi per il sistema sanitario, che sono purtroppo cresciuti vertiginosamente negli ultimi decenni) ma anche alla possibilità di controllare e contenere i costi associati alla produzione stessa e alla filiera alimentare. Questo ultimo rappresenta un aspetto molto interessante da approfondire sotto il profilo prettamente aziendalistico. Ci sono molti studi sull’economia e l’organizzazione delle filiere agroalimentari ma sarebbe interessante analizzare i vantaggi economici derivanti da questa forte connessione sistemica instaurata tra i singoli produttori e i centri Un Punto Macrobiotico di diretto consumo dei prodotti alimentari. Una filiera tendenzialmente corta, quindi, che associa le responsabilità tipiche dei produttori e dei distributori con i benefici economici di appartenenza ad una rete e ad un modello identitario sostenibile e condiviso (che esclude asimmetrie nel potere di mercato tra i diversi operatori). Risulta facilitata in tal senso anche l’azione di coordinamento degli operatori nella rete, da sempre punto cruciale per la verifica delle condizioni di efficienza ed efficacia del funzionamento della rete stessa;

– la tutela dei consumatori attraverso l’introduzione dell’Etichetta trasparente pianesiana, che rappresenta una vera e propria rivoluzione, stabilendo una sorta di patto diretto tra produttore e consumatore finale fondato sulla responsabilità sociale reciproca. All’etichetta si conferisce quel ruolo di corretta informazione e di garanzia (anche a motivo dell’attività di ispezione e certificazione) che concorre a generare un prodotto finale (il piatto della cucina macrobiotica MA-PI) di attestata qualità;

– la tutela del territorio, della terra e dei suoi prodotti, con riduzione al minimo dell’intervento dell’uomo, il mantenimento e la valorizzazione di ciò che è consegnato all’uomo (in particolare le specie vegetali) e il ripristino delle condizioni di originario sfruttamento sostenibile della terra stessa.”

Prof. MASSIMO CIAMBOTTI
(Pro-Rettore ed Ordinario di Economia Aziendale e Programmazione e Controllo – Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”)