AGRICOLTURA

“Creativo è chi rispetta la Natura”

“Creativo è favorire la continuazione dell’Ambiente e tutto ciò che riguarda l’Aria, l’Acqua, la Terra, i Vegetali, gli Animali, gli Umani e le vere Tradizioni, ad iniziare da quelle di tutte le minoranze”

“Chi lavora la Terra ha un compito sacro (dalla preparazione… alla raccolta) di rispetto della vita di tutti”

Mario Pianesi

 

Educato dal padre a lasciare a “andare a seme”, spontaneamente, le piante, Mario Pianesi ha proseguito e, stimolato la popolazione, al recupero, alla salvaguardia e alla tutela della riproduzione spontanea di tutti i vegetali ed animali.

Nel 1975, dopo aver coltivato autonomamente cereali, verdure e legumi, senza usare sostanze chimiche di sintesi, stimola l’apertura della prima azienda biologica italiana, spingendo i contadini a coltivare piante dimenticate da anni e proponendo un modello di agricoltura sostenibile noto come Policoltura MA-PI.

 

LA POLICOLTURA MA-PI

Per offrire una soluzione “semplice, efficace ed economica” (formula originale Pianesiana) alle sempre più urgenti emergenze ambientali ed alimentari, Mario Pianesi ha ideato, sperimentato e proposto, fin dai primi anni ’70, un metodo agricolo (la Policoltura MA-PI) che parte dalla tutela e osservazione delle piante spontanee, influenzate dall’influsso delle costellazioni, al fine di individuare le piante selvatiche “indicatrici” che guideranno la scelta delle colture più idonee (vedi i suoi studi sulla MA-UNI), unificando le antiche tradizioni millenarie con i riferimenti scientifici di base più importanti (dal pH dei suoli, alla biodiversità, allo studio delle biomasse, etc.).

La Policoltura MA-PI si basa, inoltre, sulla riproduzione spontanea dei semi (ogni contadino dovrebbe lasciare per questo almeno un 10% dei suoi terreni) ed il recupero di antiche ed autoctone varietà di cereali, ortaggi, legumi, frutta, etc.

Si coltiva senza utilizzare prodotti chimici di sintesi, seminando i prodotti di stagione, in rotazione e consociazione fra di loro, circondati da siepi e sotto file di alberi autoctoni (distanti fra loro dai 5 ai 10 metri, dipendentemente dal tipo di terreno).

Oltre al ciclo naturale delle piante da seminare, siano cereali, legumi o ortaggi, è fondamentale l’osservazione di tutta la vegetazione spontanea che ne precede, accompagna e segue la crescita.

La Mappa Universale (MA-UNI©) ideata da Pianesi, indica più chiaramente questo ciclo: secondo questa ipotesi teorica, la pianta che precede la coltura principale ne agevola e favorisce la crescita, la pianta che la accompagna è complementare contribuendo alla sua difesa, la pianta che segue andrà invece a preparare il terreno per la coltura successiva, mentre, a chiudere il ciclo, la pianta che “controlla” andrà a riequilibrare il terreno.

La rotazione delle colture dovrà pertanto avvenire partendo dalla tipologia di pianta che precede la coltura prescelta, che prepara il terreno per la semina. Tutte le piante che accompagnano andranno lasciate poi crescere spontaneamente perché sono di aiuto alla coltura principale. Al momento del raccolto la pianta che segue sarà già pronta a propagarsi e dopo di questa crescerà la pianta che riequilibrerà il terreno, seguendo la logica naturale per la quale la pianta di primavera equilibra il terreno per la pianta autunnale, quella estiva per quella invernale e viceversa, quella autunnale per quella primaverile e quella invernale per quella estiva.

Alcune ricerche scientifiche, come ad esempio quella condotta dall’Università Politecnica delle Marche1,2 sulla filiera agro-alimentare MA-PI, hanno dimostrato che la Policoltura MA-PI rappresenta una soluzione concreta alle attuali emergenze ambientali, alimentari e sanitarie, in quanto incrementa le formazioni boschive, la riproduzione spontanea di Flora e Fauna, riduce di oltre il 90% il consumo di risorse rinnovabili (ossigeno, acqua, legno, etc.) e non rinnovabili (minerali, petrolio, etc) e se venisse adottata globalmente, darebbe la possibilità di soddisfare i fabbisogni nutritivi di una popolazione dieci volte maggiore di quella attuale, promuovendo una alimentazione più sana.1. Mancini, L. Food Habits and Environmental Impact: an Assessment of the Natural Resource Demand in Three Agri-Food Systems, Tesi di Dottorato, Università Politecnica delle Marche, 2010 (link nostro pdf nella cartella)

2. Mancini, L. Conventional, Organic and Polycultural Farming Practices: Material Intensity of Italian Crops and Foodstuffs. Resources 2013, 2, 628-650 (http://www.mdpi.com)

Esempi di campi in transizione verso la Policoltura MA-PI

 

Risaia nel 1998

la stessa risaia, nel 2016, in transizione verso la Policoltura MA-PI

Campo nel maceratese nel 1997

Lo stesso campo, nel 2017 in transizione verso la Policoltura MA-PI