IL RISO E LA BIODIVERSITA’ A CONVEGNO

Un incontro internazionale su Riso e agro-biodiversità a Rovasenda

Domenica 31 marzo, più di 150 persone hanno riempito il suggestivo scenario dell’aula convegni e della coorte del Castello di Rovasenda, in occasione del 16° Convegno “Il riso: alimento fondamentale per salute umana”, organizzato dall’Associazione Internazionale Un Punto Macrobiotico.

I saluti della Regione Piemonte, rappresentata dall’Assessore Giorgio Ferrero, e del Comune di Rovasenda, con il Sindaco Giuseppe Delmastro, che hanno patrocinato l’evento, hanno dato il via alla sessione “internazionale” dei lavori.
Dapprima i rappresentati del Consolato della Repubblica del Vietnam hanno riferito i risultati di una intensa collaborazione tra 2 antiche civiltà risicole, quella italiana e quella vietnamita. Tale collaborazione ha contribuito, in parte, al progetto scientifico internazionale “LEGATO”, presentato dal Dott. Martin Wiemers del “Centro per Ricerca Ambientale Helmoltz” di Halle, in Germania; un progetto finalizzato a promuovere lo sviluppo sostenibile delle risaie irrigue, in diverse aree del sud-est asiatico, rispetto ai rischi del cambiamento climatico globale.
Dalla tradizione asiatica, innovative tecniche sostenibili di risicoltura sono state presentate dal prof. Appachanda Thimmaiah, esperto di fama mondiale di agricoltura biologica rigenerativa, docente della Università “Maharishi” dell’Iowa.

Dopo la toccante testimonianza del Dott. Roberto Spaggiari protagonista della realizzazione di un grande bosco urbani, con circa 13 mila alberi piantumati in una area a Parma, altrimenti destinata all’edilizia, è stata la volta di un vivace “fuori programma” con l’intervento del noto psichiatra prof. Alessandro Meluzzi che ha esaltato le virtù di un approccio olistico come quello macrobiotico.
Il convegno è entrato poi nel vivo del tema della “biodiversità”.

La D.ssa Susanna D’Antoni dell’Istituto Superiore della Ricerca e Protezione Ambientale, ha presentato una ricerca che, nell’ambito del Piano d’Azione Nazionale per l’utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari, ha studiato e comparato l’impatto ambientale di aziende, anche risicole, convenzionali con quelle biologiche o condotte con la “policultura MA-PI”, riscontrando in queste ultime migliori risultati in termini di conservazione della biodiversità.

Il Dott. Enrico Rivella ha parlato del monitoraggio ambientale condotto da ARPA Piemonte, evidenziando l’importanza del “fontanile tra le risaie”, alla base di una rete ecologica funzionale per un habitat agricolo. Mentre la D.ssa Lara Lucchetti, della Università Politecnica delle Marche, ha presentato importanti ricerche basate sul metodo della “cronologia fenologica”, in tema di comunità vegetali presenti negli agroecosistemi.

Hanno poi preso la parola gli agricoltori, con il Dott. Mattia Pastore, in rappresentanza di un gruppo di aziende risicole piemontesi unitesi nella neonata Associazione “Polyculturae”, di cui lo stesso è presidente, dedicata al recupero, alla tutela e alla certificazione della biodiversità degli ecosistemi agricoli.

In conclusione il Dott. Jonas Muraro di “Un Falco” ha presentato il modello di etichettatura trasparente promosso dall’Associazione UPM e divenuto un marchio collettivo al servizio della corretta informazione del consumatore.

Un pubblico attento fino alle battute conclusive del Convegno, è rimasto, poi, fino a sera nella corte del Castello a godersi il caldo del primo sole primaverile acquistando il libro degli Atti, sin da ora disponibile per chi fosse interessato.

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